Per-dimagrire

Dimagrire non significa perdere peso

Pubblicato il: 22 luglio 2016

Non è cosa infrequente assistere al fenomeno di dieting ovvero di numerose diete che si susseguono dando luogo ad un pericoloso andamento del peso a yo-yo, in cui i chili si perdono e poi si riacquistano con un notevole stress psicofisico. Una persona continua a perdere e riacquisire peso, alternando diete strettamente ipocaloriche e periodi di caos alimentare, attività fisica costante (a volte estenuante) e totale sedentarietà. Chi è in sovrappeso raramente intraprende un percorso di dimagrimento univoco e risolutivo, ma si disperde in più tentativi infruttuosi di dieta, dai risultati parziali e temporanei. Spesso questo avviene poiché ci si affida a diete avventate, non si tiene conto della naturale fisiologia del percorso di dimagrimento e si desidera, prima ancora che dimagrire bene, farlo in fretta.

In genere l’effetto yo-yo risente del periodo dell’anno: si perde peso in prossimità dell’estate per la temutissima prova costume e lo si riacquista a partire da settembre, quando comincia a ristabilirsi la noiosa routine domestica e lavorativa che ci accompagnerà fino a giugno.
 Il regime dietetico che fa perdere e rimettere peso è variabile: si passa dal digiuno totale a diete moderatamente ipocaloriche; al rigido controllo si alternano fasi di anarchia alimentare, in parte dovute al bisogno fisiologico di “cibo vero” e in parte determinate dall’esasperazione psicologica.
 Al di là del totale disequilibrio nutrizionale a cui ci si espone quando si intraprende una dieta drastica, vi siete mai chiesti se ci siano conseguenze negative sul lungo termine per chi continua a perdere e riacquistare peso con pericolose diete fai-da-te? In altre parole: vale la pena di fare la fame per sei settimane l’anno solo per vedere i numeri della bilancia calare di giorno in giorno, per poi ricadere nei vecchi vizi una volta che il sole malinconico di ottobre ha sostituito quello accecante di luglio?

Il problema più importante che si incontra dopo anni di diete yo-yo è la modificazione della composizione corporea: diminuisce la massa magra (metabolicamente attiva) e aumenta la massa   (metabolicamente inerte).
Prendiamo ad esempio una donna che inizialmente pesa 65 kg: a seguito di una dieta rigidissima arriva a pesare 58 kg in poche settimane, un peso che mantiene per 3-4 mesi. In seguito ricomincia a mangiare disordinatamente, non prestando attenzione alle quantità e arrivando di nuovo a 65 kg; rendendosi conto di essere ingrassata, in primavera si rimette a dieta: di nuovo 57-58 kg, per poi tornare a 65-66 kg a settembre. Queste oscillazioni si ripetono un paio di volte l’anno per diverso tempo: il peso rimane sostanzialmente sempre lo stesso, ma la composizione corporea no .
Prima di iniziare la prima dieta i 65 kg potevano essere rappresentati al 24% da massa grassa; a seguito di anni di yo-yo la bilancia darà sempre lo stesso responso (65 kg), ma la massa grassa sarà aumentata, magari al 27-28%. Il cambiamento della composizione percentuale di grasso e muscolo non è un aspetto da sottovalutare: ricordiamo che solo la massa metabolicamente attiva del muscolo è in grado di produrre energia bruciando calorie, mentre il contributo dato dalle riserve di grasso è molto marginale ed ininfluente.
Una massa muscolare inferiore significa dunque un metabolismo rallentato: in termini pratici, se inizialmente la donna dell’esempio citato poteva avere un metabolismo basale (consumo energetico a riposo) di 1400 kcal, gli anni di yo-yo possono averle abbassato il valore anche a 1000-1100 kcal quotidiane. Risultato: la donna farà più fatica a dimagrire, e sarà invece più predisposta ad ingrassare.

Detto ciò, vi invito a riflettere su un concetto molto importante: vedere l’ago della bilancia scendere non è sempre un fatto positivo. La perdita di peso deve essere sempre monitorata da persone esperte ed attraverso strumentazione appropriata, in questo modo possiamo essere sicuri che la perdita di peso è effettivamente dovuta ad un dimagrimento (perdita di massa grassa). La bilancia non è tutto. Non necessariamente la riduzione del grasso corporeo, correla con la velocità dei chilogrammi persi. Questo non accade ad esempio se la persona pratica sport e incrementa (con vantaggio) la sua massa muscolare o se la persona è disidratata e inizialmente deve colmare un deficit di liquidi corporei. Pertanto è inutile concentrarsi sulla bilancia e scoraggiarsi se non risponde (apparentemente) alla dieta, meglio sarebbe sostituirla con un centimetro.

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