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L’Autunno a tavola!

Pubblicato il: 20 settembre 2016

L’autunno è la stagione dei buoni propositi, primo fra tutti, ritrovare un’alimentazione equilibrata, per prendersi cura di sé a partire dalla tavola.

A settembre ritorna la routine della vita scolastica,  lavorativa: un nuovo anno di scuola, il rientro in ufficio dopo le ferie, le nuove iscrizioni a corsi nelle palestre, qualcuno che inizierà a frequentare lezioni di yoga, cucina, cucito, ballo…
Settembre e ottobre sono i mesi in cui pian piano il nostro corpo si quieta, passando dalla frenesia bruciante dell’estate all’assopimento dell’inverno.

I cambi di stagione sono sempre problematici per le nostre energie e il nostro sistema immunitario, che diventa molto suscettibile: ci sentiamo più stanchi, più assonnati.

Queste sensazioni negative sono da ricondursi in parte all’influenza che le ore di luce hanno sul nostro sistema cerebrale, in parte all’iperlavoro degli organi emuntori( pelle, fegato, reni, intestino e polmoni).

Durante il cambio di stagione la secrezione di melatonina subisce uno scossone: questo cambiamento si ripercuote sulla qualità e quantità del nostro sonno, e sul nostro umore.

Il cambiamento nella secrezione di melatonina aumenta l’appetito verso i carboidrati complessi: ci attirano di più pane e pasta, torte e biscotti. Di base c’è una spiegazione biochimica: la melatonina viene sintetizzata a partire dalla serotonina, a sua volta prodotta dal triptofano; il triptofano è un aminoacido essenziale assunto solo con la dieta: la sua concentrazione è elevata in associazione ai carboidrati complessi di pane, pasta e cereali in generale. E’ come se il nostro corpo cercasse di compensare la temporanea diminuzione del prodotto finale (melatonina) fornendo più materia prima (triptofano), nella speranza che in qualche modo si attui la conversione. In parte questo si verifica, ma l’appetito verso i carboidrati ci porterà anche a far fluttuare i livelli glicemici, causando alla lunga ritenzione di liquidi, aumento di peso e fame vorace. Esistono altre fonti di triptofano di cui possiamo riempire la dispensa per sostenerci nel cambio stagione: semi di zucca da usare come snack o da aggiungere alle insalate, semi di sesamo con cui fare croccanti panature per pesce e carne o da mischiare a burger di legumi, parmigiano a cubetti da portarci sul lavoro come spezzafame; e ancora: uovaspinacifagioli nericioccolato nero e mandorle.

Ho accennato prima agli organi emuntori: durante i cambi di stagione gli organi che si occupano del drenaggio e della detossificazione da cataboliti lavorano di più. In primavera e in autunno la pelle si può riempire di brufoletti sottopelle, potremmo anche risentire maggiormente di stipsi e di ritenzione idrica: la stipsi è determinata da un affaticamento epatico che si ripercuote sull’intestino, mentre la ritenzione idrica è dovuta al lavoro dei reni.

Se vedete la vostra pelle particolarmente impura può giovarvi un’alimentazione a basso carico glicemico (che non vuol dire senza carboidrati, mi raccomando non fate questo errore!) e che escluda latte e derivati; saranno al contrario utilissimi tre ortaggi:sedano, finocchio e cetriolo. Da usare preferibilmente come centrifuga oppure da proporre come contorno: rigorosamente crudi, magari abbinati a rucola e insaporiti con zenzero e/o limone.

Per sollecitare un buon transito intestinale in questo periodo dell’anno è necessario stimolare il fegato più che intestardirsi a mangiare quantità abnormi di fibre (che in questo caso potrebbero addirittura peggiorare la stipsi!). Sono utili le erbe amare, come bieta o cicoria o catalogna spadellate con aglio, olio e peperoncino, ma anche le melanzane e le uova; queste ultime, inoltre, sono un importante stimolo allo svuotamento della colecisti: l’azione è indispensabile per sollecitare il transito intestinale in situazioni di stasi.

Naturalmente, per agevolare il lavoro degli emuntori e non affaticare un processo di profondo cambiamento cellulare già in atto sarebbe consigliabile limitare il possibile la produzione di scorie azotate dal metabolismo proteico e in generale la produzione di cataboliti: rinunciamo il più possibile alla carne rossa finché non saremo effettivamente in autunno, in particolare la selvaggina e gli affettati. Di pari passo reintroduciamo piatti unici a base di legumi.

 

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