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Leggere il cibo: le etichette alimentari

Pubblicato il: 13 luglio 2016

I consumatori all’interno dell’UE si devono confrontare con un’elevata varietà di alimenti, specialmente di prodotti lavorati e impacchettati. Di conseguenza diventa decisamente molto più difficile effettuare delle scelte salutari e informate mentre si attraversano velocemente i corridoi dei supermercati. L’etichettatura degli alimenti può essere una rapida guida per informare i consumatori sul contenuto nutrizionale dei diversi prodotti; le etichette degli alimenti sono un mezzo per informare i consumatori sul valore nutrizionale degli alimenti e dovrebbero, in teoria, aiutarli a fare scelte alimentari più sane quando comprano. Data la sua importanza, l’etichettatura viene regolamentata secondo quanto previsto dal Regolamento Europeo e quindi vari schemi di etichettatura sono disponibili da governi, industrie alimentari e commercianti, e organizzazioni sanitarie e dei consumatori lavorano per creare un tipo di etichetta di facile interpretazione per il consumatore.

La prima considerazione da farsi per qualsiasi regola sull’etichettatura degli alimenti è l’esigenza di informare e proteggere il consumatore. I consumatori possono utilizzare le informazioni riportate sull’etichetta per scegliere il prodotto che preferiscono per motivi di salute, gusto e comodità.

I produttori fanno molto affidamento sulle etichette per trasmettere ai consumatori le informazioni sui loro prodotti (per es. che cosa sono, come devono essere conservati e per quanto tempo, ecc.) e per distinguere i loro marchi dalla concorrenza.

I produttori sono tenuti per legge a fornire ai consumatori europei determinate informazioni, che devono essere stampate sulla confezione o su etichette attaccate ai prodotti alimentari.

Il nome con cui un prodotto viene venduto non deve essere fuorviante né generare confusione. Deve includere o essere accompagnato dai particolari relativi alla condizione fisica dell’alimento, o al trattamento specifico a cui è stato sottoposto (per es. congelamento, polverizzazione, affumicatura, UHT, concentrazione, ecc.).
L’etichetta deve indicare il nome e l’indirizzo del produttore.

Sull’etichetta deve anche essere riportata la quantità netta di alimenti preconfezionati, insieme alle istruzioni per l’uso, a seconda delle necessità, e alle eventuali condizioni speciali di conservazione.
I formati più frequentemente usati in Europa comprendono:

Elenco degli ingredienti
Gli ingredienti impiegati per fabbricare un prodotto alimentare possono essere particolarmente interessanti per le persone che seguono una dieta dimagrante oppure prescritta per problemi medici o allergie. La legge prevede che tutti gli ingredienti siano elencati in ordine decrescente di peso, con quelli utilizzati in quantità maggiore. In seguito a una recente modifica della legislazione, devono essere indicati (tranne nel caso in cui siano già stati citati come ingredienti a sé stanti) tutti i componenti di un composto (ingrediente costituito da vari elementi diversi). Sulle etichette ora non bastano più le categorie di ingredienti (per es. “olio”, “formaggio”, “verdure”), e deve essere indicato l’effettivo tipo di olio, formaggio o verdure. Devono inoltre essere indicati, senza eccezioni, gli allergeni conosciuti. La legislazione che regolamenta additivi, edulcoranti, aromi, e gli alimenti o gli ingredienti alimentari prodotti con organismi geneticamente modificati, prevede norme specifiche sull’etichettatura

“Da consumarsi preferibilmente entro” e “scade il”
Il cibo che acquistate è abbastanza fresco? Verificate la data del prodotto sull’etichetta. Per legge, i prodotti alimentari devono riportare la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” o “scade il”. Queste due espressioni vogliono dire cose diverse:

  • “Da consumarsi preferibilmente entro” indica la “durata minima”, ossia il periodo durante il quale l’alimento, in corrette condizioni di conservazione, mantiene le sue specifiche proprietà. In altre parole, se è scaduta la data entro cui è “da consumarsi preferibilmente” il prodotto può ancora essere consumato in sicurezza, ma il produttore non ne garantisce più le proprietà organolettiche (per es. gusto, odore, ecc.).
  • Le diciture “scade il” o “data di scadenza” sono riportate sui prodotti altamente deperibili, dal punto di vista microbiologico, che potrebbero costituire un rischio per la salute se non vengono consumati entro un determinato periodo. Questi prodotti, per esempio le insalate pronte, devono riportare una “data di scadenza”, oltre la quale non devono essere mangiate. Il produttore deve inoltre spiegare come deve essere conservato il prodotto per mantenerne la freschezza il più a lungo possibile, per esempio al di sotto di una data temperatura. Bisogna sempre prestare particolare attenzione alle istruzioni sulla data, per minimizzare il rischio di avvelenamento alimentare, e non si devono mangiare o cucinare cibi di cui non si è sicuri.

Oltre alle regole generali di etichettatura alimentare, vi sono alcuni requisiti specifici, che si riferiscono a particolari tipologie di prodotti o processi, o a particolari aspetti di un prodotto. Le bevande alcoliche devono riportare un’etichetta che indica quanto alcool contengono in volume. Deve inoltre essere indicato l’impiego di gas per confezionare un prodotto.

Tabelle nutrizionali
Solitamente mostrano una serie di punti conosciuti come i “big4” (energia, proteine, carboidrati, grassi) o i “big8” (i “big4” più lo zucchero, i grassi saturi, fibre e sodio) dati per 100g/ml di alimento o per porzione o confezione.
Le GDA (Guideline Daily Amounts) sono un’indicazione della quantità di energia  (calorie) e di alcuni nutrienti che un adulto sano dovrebbe assumere al giorno. Il sistema GDA mostra le informazioni nutrizionali per porzione (per es. per fetta o barretta) del prodotto, solitamente indicando le quantità di energia e i 4 nutrienti: grassi, grassi saturi, zucchero e sodio (sale) in quella porzione. Le percentuali GDA indicano quello che rappresenta in relazione alla massima assunzione giornaliera di questi nutrienti per adulti sani. Si noti che le tabelle GDA prendono i bisogni dietetici medi di donne adulte sane come riferimento per scoraggiare la sovra-alimentazione.

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