LA PIRAMIDE ALIMENTARE

e le antiche tradizioni del sud

La piramide alimentare è un’efficace immagine sintetica delle linee guida per una sana e corretta alimentazione. Gli alimenti sono suddivisi in gruppi: cereali e tuberi; frutta ed ortaggi; latte e derivati; carne, pesce uova e legumi, grassi da condimento. Per ciascun gruppo è indicata la frequenza di consumo: giornaliera, settimanale e mensile. Per la carne rossa la frequenza indicata è mensile, o qualche volta al mese. La frequenza è settimanale o qualche volta a settimana per pesce, pollame, uova, dolciumi, in quantità decrescenti nell’ordine. Il consumo è giornaliero ed abbondante per il gruppo: pane, pasta, riso, couscous, polenta e patate. Sempre frequenza giornaliera ma con quantitativi decrescenti nell’ordine per ortaggi, frutta, legumi e noci, olio di oliva, formaggi e yogurt, moderate quantità di vino. E’ anche indicata l’attività fisica quotidiana.


piramide_alimentare



Quando si interpreta la piramide alimentare si fa riferimento essenzialmente all’alimentazione tradizionale del Meridione:


E’ importante abbondare nel consumo di farinacei, legumi, frutta ed ortaggi

Cercare di utilizzare quasi esclusivamente olio extravergine di oliva

Molto importante è il frequente consumo di prodotti della pesca, sia freschi che conservati

Cercare di mangiare in maniera moderata i formaggi, freschi e stagionati

Moderato, ma sistematico, consumo di vino (ovviamente solo per gli adulti)

Sporadico consumo di carni e dolciumi (solo in occasione delle festività)



E’ inoltre necessario comprendere nelle abitudini alimentari alcuni comportamenti caratteristici dell’Italia prima del boom:

  • Attività fisica e stile di vita “contadino”;
  • Allattamento al seno prolungato;
  • Attenzione gastronomica e propensione alla convivialità;
  • Prolungato riposo post- prandiale.

Inoltre è necessario riferire le peculiari tipologie alimentari alle loro caratteristiche tradizionali, non certo a quelle attuali:

  • La frutta e gli ortaggi erano per lo più freschi, di produzione locale e , quindi, soggetti alla rotazione stagionale, con una rilevante presenza di noci e mandorle, erbe aromatiche ed erbe spontanee, carciofi, cardi e bulbi selvatici;
  • Per olio d’oliva “extravergine”, si deve intendere quello non chiarificato e ricco di componenti aromatiche piccanti (polifenoliche) che sarebbero poco apprezzate dal consumatore medio attuale;
  • Nel Sud Italia il pane e la pasta erano a base di semola non raffinata (con rilevante contenuto di fibra e sali minerali) sottoposta a fermentazione naturale ( lievitazione acida del pane ed essiccazione spontanea della pasta a temperatura ambiente);
  • I prodotti della pesca erano prevalentemente costituiti da molluschi e pesce azzurro, caratterizzati quindi da una componente lipidica costituita prevalentemente da acidi grassi della serie omega-3;
  • I formaggi erano ottenuti con fermentazione prevalentemente ma non esclusivamente lattiche ed erano per lo più soggetti a prolungata maturazione enzimatica;
  • Il vino, allo stesso modo dell’aceto era rosso e non invecchiato.

Queste specificazioni relative alle materie prime impiegate sono essenziali per la comprensione del ruolo salutistico dell’alimentazione tradizionale.



E’ anche importante tenere conto delle combinazioni tipiche:

Pane, pasta e legumi conditi con olio; Insalate spontanee condite con olio e aceto; Ortaggi arrostiti, trattati con aceto, olio ed erbe aromatiche; Pesce fritto in olio dopo infarinatura; Ampio utilizzo di aglio e cipolla freschi.