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Nutrizione ottimale in caso di endometriosi

Pubblicato il: 10 settembre 2016

L’endometriosi è una patologia che colpisce il 10% delle donne europee in età fertile, ma l’incidenza  potrebbe essere molto più alta: i sintomi dell’endometriosi sono comuni a molte altre patologie, dunque può passare diverso tempo prima che si arrivi ad una diagnosi certa.

L’endometrio, il tessuto che riveste la cavità uterina interna, sotto l’influenza degli ormoni, cresce e si sfalda ogni  mese, dando origine alle mestruazioni. A volte, però, questo tessuto cresce e si insedia in altre aree del corpo chiamandosi endometriosi.

La presenza di endometrio al di fuori della sua sede fisiologica da luogo a diversi sintomi quali dolore, sterilità, disturbi intestinali, dismenorrea e molto altro. Essendo un tessuto sensibile agli ormoni sessuali, esso   risponde agli stimoli ormonali subendo lo stesso ciclo di sviluppo e sfaldamento anche in sede ectopica, questo genera un infiammazione cronica nell’area interessata, responsabile dei sintomi legati alla malattia. L’infiammazione cronica provoca a lungo andare danno fisico e funzionale ai tessuti interessati, causando cicatrizzazioni, produzione  di tessuto fibroso anomalo, anormale aderenze tra organi e tessuti che sono spesso alla base della sintomatologia dolorosa e della disfunzionalità. Le cause dell’endometriosi sono ancora in parte sconosciute, la patologia ha comunque carattere multifattoriale essendo determinata da fattori genetici e ambientali. I sintomi possono variare sia come intensità sia come tipologia: una minoranza di donne è addirittura asintomatica, ma la   maggior  parte  di  loro lamenta forti dolori pelvici e rettali che iniziano qualche giorno prima delle mestruazioni e si protraggono sino alla fine del ciclo. I sintomi dell’ endometriosi sono in parte sovrapponibili a quelli del colon irritabile: stipsi alternata a dissenteria, meteorismo, gonfiore, distensione addominale, ciò che permette di distinguere le due patologie e la cronicità del disturbo, in caso di colon irritabile i sintomi sono sempre costanti e risentono fortemente dell’alimentazione, mentre nel caso di endometriosi hanno andamento ciclico: aumentano considerevolmente  prima e durante il mestruo, per rientrare quasi completamente fino al ciclo successivo.

La terapia si basa sull’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei per combattere il dolore, è l’uso di estroprogestinici o di soli progestinici per contrastare la diffusione e la proliferazione del tessuto mantenendo bassi livelli di estrogeni. Da una parte quindi è importante regolare l’intensità della risposta infiammatoria, per prevenire danni funzionali e mitigare i sintomi dolorosi, dall’altra è fondamentale mantenere un equilibrio ormonale tale da contrastare la diffusione e l’accrescimento di cellule endometriali in sedi non appropriate.

L’alimentazione è un valido aiuto per prevenire e anche per controllare l’avanzare della malattia. Dato che si riscontra familiarità, è bene che i soggetti geneticamente predisposti modificano il proprio stile di vita per non creare le condizioni ambientali che lo favoriscono. È importante aderire ad una dieta che contrasti il processo infiammatorio, che favorisca l’equilibrio ormonale, controlli la produzione di radicali liberi e lo stress ossidativo.    Oltre alla dieta, il regolare esercizio fisico apporta molti benefici poiché riduce naturalmente il livello di estrogeni e induce il rilascio di sostanze antinfiammatorie e antiossidanti. La dieta deve assicurare un buon apporto di fibre, acidi grassi essenziali, vitamine, minerali e steroli, poiché queste sostanze migliorano il metabolismo epatico degli estrogeni, stimolando la produzione di prostaglandine antinfiammatorie e riducono lo stress ossidativo. Elenco di consigli per chi soffre di endometriosi:

  • Riducete il consumo di prodotti a base di farina come pane e pasta, le donne che soffrono di endometriosi sembrano avere una sensibilità maggiore al glutine. Sostituire con farine gluten-free ad  esempio: riso, castagne, mais, mandorla, miglio, grano saraceno.
  • Evitare le fonti di acido fitico che aggravano i sintomi di endometriosi la soia, come  legumi possono  andar bene: fave sgusciate, lenticchie decorticate, legumi privati della buccia(magari passati    al passaverdura); evitare alcuni tipi di cereali integrali: farina integrale di segale, farro decorticato, orzo  mondo, preferire: il riso, la quinoa, la pasta di grano duro, i fiocchi d’avena.

Come fonti di carboidrati complessi potete usare anche le patate.

  • Attenzione all’eccesso di zuccheri, provenienti da qualsiasi fonte: zucchero bianco, zucchero di canna, miele. Promuovono l’infiammazione.
  • Evitare la caffeina che peggiora i crampi e sembra avere un effetto sulla produzione estrogenica  ricordate  che la caffeina è contenuta anche nel tè, ne trovate una concentrazione bassissima nel tè verde bancha e nel tè bianco.
  • Evitare la carne rossa e latticini poiché aumentano la risposta proinfiammatoria modulata dalle prostaglandine. Preferire carne bianca, pollo, tacchino, coniglio e pesce.
  • Alcool con estrema moderazione, abbassa la funzionalità epatica, che è essenziale per rimuovere l’eccesso di estrogeni.
  • Evitare cibi fritti, oli vegetali, margarine e alimenti che ne contengono, promuovono la risposta infiammatoria.
  • Aumentare il consumo di alimenti ricchi di vitamina A, C ed E coinvolte nella risposta immunitaria: fragole, kiwi agrumi, peperoni, spinaci, e vegetali a foglia verde scuro, olio extravergine d’oliva, salmone, tuorlo delle uova biologiche, infuso di rosa canina, semi di lino.
  • Cercate di privilegiare alimenti ricchi magnesio che contribuisce a ridurre i crampi: cacao, semi di zucca e sesamo, anacardi, amaranto
  • Alcune donne possono avere un ciclo molto abbondante che comportano assottigliamento delle riserve di ferro; se dalle analisi del sangue risultano bassi i valori di ferro e ferritina valutare un integrazione di ferro insieme con il vostro medico e la vostra ginecologa. Un ottimo alimento naturale che apporta ferro e la melassa nera un cucchiaio prima di colazione.
  • Mantenere un peso corporeo adeguato, la semplice perdita di peso è di grande aiuto nel miglioramento dei sintomi per un meccanismo biologico molto semplice, l’endometriosi è caratterizzata da un eccesso di estrogeni, che vengono prodotti dal grasso; se si ha un eccesso ponderale si producono più estrogeni e si peggiora la sintomatologia.
  • Non dimentichiamo l’importanza degli antiossidanti contenuti in genere in tutta la frutta e verdura ma in modo particolare in mirtilli, melograno, frutti rossi, cavoli, e soprattutto erbe aromatiche di qualsiasi tipo.

 

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